Idoneità del candidato donatore di sangue

E’ stata prassi consueta fino ad oggi di far eseguire una radiografia del torace ai candidati che si presentano per la prima volta al Centro per donare sangue. Nella Legge 3 marzo 2005, tuttora vigente, che disciplina i protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore di sangue ed emocomponenti, alla parte C dell’allegato 2 si legge che la radiografia del torace è esame che può essere eseguito “a giudizio del medico”.

Pertanto non si evince la obbligatorietà automatica nell’associare, di prassi, una richiesta di esame radiografico del torace alla prima donazione di un candidato.

L’esecuzione di una radiografia del torace espone il candidato ad una dose di radiazioni difficilmente giustificabile in considerazione del fatto che l’esame in sé è poco specifico e poco sensibile e il candidato donatore è fondamentalmente una persona sana.

Per quanto sopra si dispone che a partire dal 16 marzo 2015 l’associazione dell’esecuzione di una radiografia del torace cessi di essere una regola automatica, ovvero non si dia più la richiesta di Rx torace al donatore che entra in sala visita da far firmare al medico selezionatore.

Eventuali indagini strumentali in ambito respiratorio potranno essere attivate solo sulla base di fondate informazioni clinico-anamnestiche e con il consenso di un medico strutturato del Centro.

Oltre la Donazione

Gentili Donatori mi fa piacere portare alla vostra conoscenza la proposta di collaborazione per un progetto in atto fra il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e l'Unità operativa di Nefrologia e Dialisi. E' in linea e coerente con il tema "Oltre la Donazione" illustrato durante il Convegno ADO del 15 dicembre 2012 e prevede l' acquisizione di informazioni legate a comportamenti alimentari che potranno risultare importanti per prevenire svariate patologie. Per ulteriori notizie ed informazioni non esitate a contattare i recapiti indicati. Mi auguro di poter contare sulla disponibilità di molti a donare qualche minuto del loro tempo per contribuire alla riuscita di tale studio.

Nel ringraziarvi colgo l'occasione per augurare a tutti un buon 2013.

Giovanni Carpani
Direttore SIMT

CHE COSA SONO I CALCOLI RENALI?

I calcoli renali sono dei depositi di consistenza dura che si formano per precipitazione di sali minerali contenuti nelle urine (calcio, ossalato, fosfati ed acido urico). La loro formazione è favorita dall'aumento della concentrazione di questi elettroliti o dalla riduzione del liquido che li tiene in soluzione (scarso volume di urine).

IL NOSTRO STUDIO

Presso la Divisione di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Paolo di Milano è in corso uno studio nutrizionale in cui sono stati analizzati i determinanti dietetici che caratterizzano i pazienti calcolotici, sia in riferimento ai LARN (Livelli di Assunzione giornaliera Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana), sia rispetto ad una popolazione di controllo composta da individui non calcolotici. Lo scopo è di stabilire se ci sono fattori nutrizionali che influenzano maggiormente la formazione dei calcoli renali e che aumentano il rischio di recidive e di mettere a punto un protocollo ambulatoriale adeguato per il controllo e la prevenzione della patologia in oggetto. Al momento, i risultati in nostro possesso, che però sono stati ottenuti su una popolazione prevalentemente di sesso femminile, dimostrano che in un background di maggior rischio di calcolosi, è possibile che errori dietetici possano influire maggiormente rispetto ai soggetti non predisposti. Sembra infatti che la modificazione degli scorretti comportamenti alimentari, in particolare l’eccesso di consumo di proteine e zuccheri, che aumentano il carico acido renale, e l’elevato introito calorico, possano prevenire la progressione della calcolosi renale e, parallelamente,  lo sviluppo di altre patologie come l’ipertensione, le malattie cardiovascolari e il diabete.

Per ampliare la nostra indagine osservazionale, ricerchiamo volontari sani di sesso maschile, senza storia familiare di calcolosi (genitori non calcolotici) ed età compresa fra 40 e 60 anni. La raccolta dei dati nutrizionali sarà effettuata in maniera qualitativa e quantitativa utilizzando come strumento di indagine un diario alimentare di tre giorni. I volontari che accetteranno di partecipare allo studio saranno istruiti opportunamente per poter compilare in completa autonomia tale diario che potrà essere spedito al nostro indirizzo di posta elettronica, una volta completato. In relazione alle abitudini alimentari riportate sul diario, verranno inoltre fornite indicazioni dietetiche mirate qualora sia necessario.

Unità operativa di Nefrologia e Dialisi
Ospedale San Paolo, via A. di Rudinì, 8, Milano
Tel: 02 8184 4723
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. / Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Si può donare se si è affetti da malattie?

Fare un elenco completo delle malattie che controindicano o permettono la donazione è pressoché impossibile: vale la regola generale che tutte le malattie gravi in atto o nel passato, costituiscono una controindicazione assoluta alla donazione. Riteniamo più utile fare qualche esempio che comprenda le malattie più comunemente riscontrabili, tenendo presente che in caso di dubbio è sempre opportuno contattare il Centro Trasfusionale: un medico trasfusionista sarà sempre a vostra disposizione. Gravi malattie in atto o in passato a carico del cuore (ad es, infarto, interventi di by-pass o di angioplastica coronarica), dei polmoni, neurologiche (ad es. ictus cerebrali), renali, gastrointestinali (ad esempio morbo di Chron o retto-colite ulcerosa), immunologiche, del sangue: costituiscono tutte una controindicazione assoluta e permanente alla donazione.

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Si può donare quando si sta prendendo una medicina?

Occorre sottolineare è che in generale non è tanto il farmaco in sé a costituire un’eventualmente controindicazione alla donazione, bensì la malattia per il quale il farmaco stesso è stato assunto. Verrà perciò sempre chiesto al donatore la ragione per la quale si sta assumendo quel determinato medicamento: in base alla patologia in causa si stabilirà se esistono o meno controindicazioni alla donazione.
Nello specifico, i farmaci antinfiammatori non costituiscono in sé una controindicazione alla donazione, ma tenuto conto che sono in grado di interferire con la funzionalità delle piastrine, è importante per il medico trasfusionista conoscere il dato di un’eventuale loro assunzione nei 5 giorni precedenti la donazione. In caso di risposta positiva non è possibile utilizzare le piastrine del sangue donato, ma solo i globuli rossi ed il plasma.

Si può donare dopo una vaccinazione?

In generale le vaccinazioni non costituiscono motivo di controindicazione alla donazione: solo nel caso di vaccini a base di virus o batteri attenuati è prevista una sospensione di 4 settimane. Per qualsiasi chiarimento contattare il Centro Trasfusionale.

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